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Il Pini Art Prize, promosso dalla Fondazione Adolfo Pini con il patrocinio del MIC – Ministero della Cultura e del Comune di Milano, riflette lo spirito di mecenatismo di Renzo Bongiovanni Radice e Adolfo Pini ed è volto, come da disposizioni statutarie della Fondazione, al sostegno di giovani artisti attivi in tutte le arti. Il premio biennale, aperto ad ogni forma di espressione artistica afferente al settore dell’arte contemporanea, ha il fine di promuovere e sostenere l’opera di artisti under 35 domiciliati in Italia. Tre i giovani finalisti che, selezionati da una giuria internazionale composta da due componenti interni e tre esterni, avranno l’occasione di esporre i loro progetti alla Fondazione Adolfo Pini, con una rassegna curata da Marco Meneguzzo, Comitato Scientifico della Fondazione. In occasione dell’inaugurazione la Giuria del Pini Art Prize consegnerà al vincitore un premio in denaro del valore di 10.000 euro.

La Giuria del Pini Art Prize, che si rinnova a ogni edizione, è composta da cinque membri: due interni e tre esterni. I membri esterni sono scelti, in ambito nazionale e internazionale, tra artisti, critici, collezionisti, galleristi, direttori di musei e istituzioni culturali.

PINI ART PRIZE 2021 – 2022: GIURIA

Valentino Catricalà studioso, curatore d’arte contemporanea. Attualmente è direttore della SODA Gallery di Manchester e lecturer presso la Mancheter Metropolitan University. E’ inoltre curatore della sezione Arte della Maker Faire – The European Edition e art consultant per il Sony CS Lab di Parigi. Valentino Catricalà è stato, inoltre, direttore e fondatore del Media Art Festival di Roma (Museo MAXXI – Fondazione Mondo Digitale). Su questi temi è dottore di ricerca presso l’Università degli Studi Roma Tre, è stato Part-Time Post Doc Research Fellow nella stessa Università. Ha curato mostre in importanti musei e istituzioni internazionali fra i quali: Minnesota Street Project (San Francisco), Ermitage (San Pietroburgo), Palazzo delle Esposizioni (Roma), MAXXI (Roma), Museo Riso (Palermo), Media Center (New York), Stelline (Milano), Istituto Italiano di Cultura Nuova Dheli (India), Manchester Metropolitan University (UK), Ca’ Foscari (Venezia), Centrale Idrodinamica (Trieste), Museo Centrale Montemartini (Roma). E’ autore di diversi libri, fra i quali libri Media Art. Prospettive delle arti verso il XXI secolo. Storie, teorie, preservazione (Mimesis, 2016), Art and Technology In The Third Millennium (Electa, 2020) e The Artist as Inventor (Rowman & Littlefield, Londra 2021).

Marco Meneguzzo è critico d’arte, curatore indipendente e docente all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove insegna Storia dell’arte contemporanea e Museologia e gestione dei sistemi espositivi. Nel corso degli ultimi quindici anni ha viaggiato a più riprese in Cina, India e Russia per conoscere la situazione degli artisti, del gusto e del sistema dell’arte nei paesi emergenti, continuando contemporaneamente ad approfondire motivi e moventi della storia dell’arte occidentale. Con Johan & Levi ha pubblicato Breve storia della globalizzazione in arte (2012) e Il capitale ignorante (2019), sui cambiamenti del gusto nella globalizzazione. Come curatore indipendente, dal 1979 ha curato o presentato più di duecento mostre d’arte moderna o contemporanea. Ha pubblicato libri e monografie con le più importanti case editrici italiane, tra cui una Storia dell’arte in quattro volumi per i licei, le accademie e le università, e ha ideato e scritto interamente il 18° volume – L’arte contemporanea – della collana La Storia dell’Arte edita da Electa e distribuita attraverso il quotidiano La Repubblica (dicembre 2006), Arte Programmata cinquant’anni dopo (Johan & Levi 2013), due volumi – 21 e 22 – de La grande Storia dell’Arte (2015, Editoriale L’Espresso). Collabora regolarmente alle pagine d’arte del quotidiano italiano Avvenire, della rivista Arte ed è tra i corrispondenti italiani della rivista americana Artforum.

Adrian Paci ha studiato pittura all’Accademia di Belle Arti di Tirana. Nel 1997 si trasferisce a Milano dove vive e lavora. Durante la sua carriera ha tenuto numerose mostre personali in varie istituzioni internazionali come: Galleria Nazionale d’Arte di Tirana, Prova(2019) Museo Novecento, Firenze (2017); MAXXI, Museo nazionale del XXI secolo, Roma (2015); MAC, Musée d’Art Contemporain de Montréal (2014); Padiglione d’Arte Contemporanea – PAC, Milano (2014); Jeu de Paume, Parigi (2013); The Center for Contemporary Art – CCA, Tel Aviv (,2009); MoMA PS1, New York (2006) e Contemporary Arts Museum, Houston (2005). Tra le varie mostre collettive, il lavoro di Adrian Paci è stato anche presentato alla 14a Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia (2014); nella 48a e nella 51a edizione dell’Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia (rispettivamente nel 1999 e nel 2005); nella 15a Biennale di Sydney (2006); nella 15a Quadriennale di Roma, dove ha vinto il primo premio (2008); alla Biennale di Lione (2009).

Mirjam Varadinis è storica dell’arte e curatrice per l’arte contemporanea al Kunsthaus Zürich. Ha organizzato diverse mostre, tra cui le collettive Action! (2017) e Shifting Identities (2008) oltre a mostre personali con Olafur Eliasson, Abraham Cruzvillegas, Akram Zaatari, Javier Téllez, Haris Epaminonda, Rosa Barba, Roman Ondák, Adrian Paci, Mircea Cantor, Tino Sehgal, Erik van Lieshout , Nedko Solakov, Urs Fischer e David Shrigley. Ha pubblicato numerosi cataloghi e libri d’artista e collabora con riviste d’arte internazionali. Mirjam Varadinis è stata una delle curatrici di Manifesta12 a Palermo. Nel 2013 ha curato 0 Performance – The Fragile Beauty of Crisis, un progetto speciale per la 5a Biennale di Arte Contemporanea di Mosca. Nel 2012, ha co-curato TRACK (insieme a Philippe Van Cauteren), una mostra collettiva internazionale su larga scala in tutta la città nella tradizione di “Chambres d’amis” a Gand, in Belgio. Nel 2006, Mirjam Varadinis è stata anche curatrice di Printemps de Septembre, un festival annuale di arti contemporanee a Tolosa, in Francia.

Roberta Tenconi è curatore di Pirelli HangarBicocca, Milano, dove ha curato tra le altre mostre personali personali di NeÏl Beloufa, Cerith Wyn Evans, Giorgio Andreotta Calò, Matt Mullican, Leonor Antunes, Eva Kot’átková, Rosa Barba, Laure Prouvost e Petrit Halilaj, e la collettiva Take Me (I’m Yours). Attualmente sta preparando mostre personali di Maurizio Cattelan e Bruce Nauman. Prima del suo lavoro presso Pirelli HangarBicocca, Roberta Tenconi è stata Assistant Curator per The Encyclopedic Palace, l’Esposizione Internazionale della 55a Biennale di Venezia curata da Massimiliano Gioni (2013). Tra il 2006 e il 2015 ha lavorato presso la Fondazione Nicola Trussardi di Milano in qualità di Assistant Curator e Special Projects Manager, organizzando diversi progetti e mostre personali con artisti internazionali come Jennifer Allora & Guillermo Calzadilla, Cyprien Gaillard, Pipilotti Rist, Alighiero Boetti, Paul McCarthy, Tacita Dean, Tino Sehgal, Peter Fischli e David Weiss, Pawel Althamer, Paola Pivi, e la mostra collettiva The Great Mother. E’ autore di diversi testi di mostre per istituzioni di tutto il mondo, ha collaborato con numerose riviste tra cui Mousse, Domus, Flash Art, Muse e L’Officiel Arte su molti progetti editoriali, più recentemente con Hatje Cantz, Skira, JRP Ringier e Mousse Publishing. Tiene regolarmente conferenze, partecipa a tavole rotonde e presta servizio come giurato o curatore di selezione in premi d’arte, nomine e comitati di acquisizione.

 

Valentino Catricalà 

Marco Meneguzzo 

Adrian Paci 

Mirjam Varadinis

Roberta Tenconi (ph. Lorenzo Palmieri)

Il premio aperto ad ogni forma di linguaggio dell’arte contemporanea tra video, fotografia, pittura, installazioni, performances, scultura, è concepito esclusivamente su invito. La rosa di concorrenti, presentata alla Giuria del Pini Art Prize, è frutto di una lunga, attenta e vasta selezione realizzata sul territorio da tre selezionatori di età inferiore ai 35 anni.

PINI ART PRIZE 2021 – 2022: SELEZIONATORI

Lucrezia Calabrò Visconti è una curatrice e art writer che vive a Torino, dove collabora con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo dal 2018. Ha curato mostre e public programme per il Daelim Museum, Seoul (2020); Artissima, Torino (2019); Fondazione Baruchello, Roma (2019); De Appel e Stedelijk Museum, Amsterdam (2017); GAMeC, Bergamo (2016) tra le altre. Nel 2018 è stata curatrice della sesta Moscow International Biennale for Young Art e ha ricoperto l’incarico di curatrice della sezione New Entries di Artissima nel 2018 e nel 2019. Ha curato pubblicazioni tra cui Shifting views on Italian art. The curatorial residency as a research model (2020) e The New Work Times (2018). È co-fondatrice del progetto educativo e performativo The School of the End of Time con Ambra Pittoni e Paul-Flavien Enriquez-Sarano ed è attualmente Vice Presidente di AWI – Art Workers Italia.

Virginia Lupo è una curatrice e ricercatrice che vive e lavora con base a Genova. Si è laureata in Arti, Patrimoni e Mercati all’Università IULM di Milano; durante gli anni di studio ha svolto uno stage curricolare presso La Triennale di Milano e ha co-curato GameVideo/Art. A survey, mostra ufficiale della XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano del 2016; ha poi conseguito un Master in Curatorial Practice allo IED di Venezia. Dal 2019 è assistente di galleria da Pinksummer (Genova) dove ha lavorato alle mostre personali di Peter Fend, Invernomuto, Jorge Queiroz, Cesare Viel, Michael Beutler, Luca Trevisani e Mark Dion, oltre che a numerose mostre collettive con lз artistз che la galleria rappresenta; è co-fondatrice e membro attivo di AWI – Art Workers Italia, associazione autonoma e apartitica nata con l’obiettivo di dare voce allз lavoratorз dell’arte contemporanea in Italia; dal 2015 segue un progetto di ricerca che nel settembre 2020 ha preso forma nella pubblicazione Cenacolo e Sistina. Traduzione, citazioni e diffusione a cura di Tommaso Casini, al quale ha contribuito con un saggio dal titolo: Tableaux Vivants contemporanei: il Cenacolo; è contributor di Wall:out, magazine genovese online nato nell’aprile 2020.

Alessia Romano è co-fondatrice di Artoday, progetto online e offline dedicato all’arte emergente internazionale. Dal 2018 cura, insieme a Federico Montagna, The Wall Project, progetto espositivo focalizzato sulla pittura italiana emergente. Ha lavorato alla mostra Entr~acte presso la galleria Renata Fabbri, Milano e, nel 2020, ha partecipato insieme a Michele Cristella alla V edizione del progetto Critical Collecting (ArtVerona), curato da Antonio Grulli. È stata assistente curatore del progetto OwO Space di Maria Chiara Valacchi. Ha partecipato alla II Edizione di Senza Bagno (Pescara) insieme all’artista Simone Berti. Ha lavorato come assistente presso la galleria Francesca Minini di Milano, per la quale ha scritto il testo della mostra Clarity, di Landon Metz, nel 2020. Precedentemente è stata assistente di galleria presso aA29 Project Room, a Milano. Ha lavorato come Social media manager presso la testata online di arte, design e architettura Babylon 3.0. È laureata in Comunicazione in Arte, Design e Spettacolo presso l’Università IULM di Milano. Successivamente ha conseguito un Master Accademico in Contemporary Art Markets presso NABA, a Milano.

 

Lucrezia Calabrò Visconti (ph. Federico Sorrentino)

 

Virginia Lupo

 

Alessia Romano

La Fondazione Adolfo Pini annuncia i tre finalisti della prima edizione del Pini Art Prize, scelti dalla Giuria, quest’anno composta da Valentino Catricalà, Marco Meneguzzo, Adrian Paci, Roberta Tenconi e Mirjam Varadinis, tra una rosa di quindici nomi proposta dal team di selezionatrici: Lucrezia Calabrò Visconti, Virginia Lupo e Alessia Romano.

I tre giovani finalisti avranno l’occasione di esporre i loro progetti alla Fondazione Adolfo Pini, con una rassegna curata da Marco Meneguzzo, Comitato Scientifico della Fondazione. In occasione dell’inaugurazione la Giuria del Pini Art Prize decreterà il vincitore, che riceverà un premio in denaro del valore di 10.000 euro.

PINI ART PRIZE 2021 – 2022: FINALISTI

Ambra Castagnetti, nata a Genova nel 1993, vive e lavora a Milano. Si laurea in antropologia a Bologna e in Arti Visive alla Naba con un cortometraggio curato da Adrian Paci. Tra i progetti più recenti: Palazzo Monti, (Brescia, 2021); Manifattura Tabacchi (Firenze, 2021); Atelier di Modigliani (Parigi, 2021). Viene selezionata per la Biennale College della Biennale di Venezia 2022 curata da Cecilia Alemani. Nel 2021 inaugura la sua mostra personale alla Galleria Rolando Anselmi (Roma).

Gaia De Megni, nata nel 1993 a Santa Margherita Ligure, vive e lavora a Milano. Consegue la laurea magistrale in Arti Visive e Studi Curatoriali alla NABA di Milano. Le mostre e i progetti recenti includono: Il mito dell’eroe (San Bruzio e Tagliata Etrusca), Hypermaremma 2021 (Maremma Toscana, 2021); The Wild State, Ars Electronica Festival (Linz, 2020); Propaganda, Museo del Novecento (Milano, 2019). Vincitrice del premio Arte Accademia del DUCATO prize (2019) e il premio Lydia (2019).

Eleonora Luccarini, nata a Bologna nel 1993, vive e lavora tra Bologna e Amsterdam. Si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, l’Università IUAV di Venezia e il Sandberg Institute. Espone presso Manifattura Tabacchi (Firenze, 2021), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino, 2021), MACRO – Museo D’Arte Contemporanea (Roma, 2021). Partecipa al progetto di residenza Nuovo Forno del Pane presso MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna (2021).

 

 

Ambra Castagnetti

Gaia De Megni

 

Eleonora Luccarini