Casa dei saperi

L’albero pandemico: pandemie e riproduzione sociale

Nell’ambito del progetto Casa dei Saperi – Radici, la Fondazione Adolfo Pini di Milano indice un bando per la selezione di dodici partecipanti al gruppo di studio online condotto dall’artista Adelita Husni-Bey, dal titolo L’albero pandemico: pandemie e riproduzione sociale.

Giovedì 27 maggio, 3 e 10 giugno 2021, ore 17:30 – 19:15
Deadline per iscrizioni: Venerdì 14 maggio 2021

Partecipanti: 12
Il gruppo di studio si terrà in italiano
La domanda di partecipazione e il gruppo di studio sono gratuiti
Su piattaforma ZOOM

Miniature by Pierart dou Tielt illustrating the Tractatus quartus bu Gilles li Muisit (Tournai, c. 1353), Wikicommons

Informazioni aggiuntive

Il gruppo di studio, guidato dall’artista Adelita Husni-Bey, è il tentativo di dare uno spazio di libertà pedagogica e di entusiasmo partecipativo utilizzando una piattaforma online e sperimentando modalità di scambio non gerarchiche con la finalità di interrogare e mettere in pratica modelli alternativi di apprendimento, rivolgendosi a un pubblico di creativi e ricercatori, insegnanti e studenti. In particolare, ci interrogheremo su quali modalità di apprendimento non competitive possiamo mettere in pratica nel contesto pandemico. Adelita Husni-Bey è nata a Milano nel 1985, è artista ed esperta di pedagogia interessata a tematiche che spaziano dal collettivismo al teatro, dalla giurisprudenza agli studi sullo sviluppo urbano.

Negli ultimi anni diverse modalità educative, artistiche e curatoriali hanno sviluppato pratiche di ricerca e studio collaborativo. Il progetto Casa dei Saperi, attraverso il gruppo di studio guidato dall’artista Adelita Husni-Bey, condividerà e discuterà strategie di produzione di conoscenza come indagini storiche, interventi speculativi ed esercizi immaginari. In particolare, ci interrogheremo su quali modalità di apprendimento non competitive possiamo mettere in pratica nel contesto pandemico. L’albero pandemico: pandemie e riproduzione sociale è un gruppo di studio che si sviluppa in un percorso laboratoriale composto da tre incontri. Il gruppo di studio, attraverso la metafora dell’albero che ha sempre espresso per il pensiero occidentale un’intrinseca valenza di conoscenza verticale e gerarchica, affronta le radici della crisi pandemica, le epidemie storiche e le relative modalità di controllo. La metafora dell’albero sarà scardinata attraverso un programma di studio, composto da momenti seminariali, performativi e dall’analisi di stralci storici.

Nel primo incontro ci accingeremo alla radice. Saranno analizzate e discusse insieme le origini dell’attuale pandemia, gli strumenti storici e geografici di cui possiamo avvalerci per ridisegnare l’attuale narrativa sull’origine della pandemia.

Il secondo incontro si articolerà attraverso l’idea di tronco e struttura anatomica dell’albero, analizzando in questo caso cosa sostiene le società capitaliste odierne. Saranno anche esaminati dei paralleli storici con i “lavoratori necessari” di altre epoche e i legami con il lavoro riproduttivo a partire dal pensiero di Silvia Federici.

Il terzo incontro si diramerà nelle ‘fronde’ dell’albero, e si concentrerà sulla capacità di immaginare un presente post-pandemico (o di convivenza con la malattia di massa), tramite la formulazione di domande speculative sul futuro a partire dal terreno storico e pratico di esperienze come il Movimento Trabajadores Sem Terra (MST) e le agrono-poetiche di Amilcar Cabral.

Il gruppo di studio si compone, nello specifico, di tre moduli che avranno luogo online rispettivamente giovedì 27 maggio, 3 e 10 giugno 2021. Sarà messa a disposizione dei partecipanti una cartella condivisa con una selezione di articoli e saggi da consultare per prepararsi agli incontri.

Adelita Husni-Bey è nata a Milano nel 1985, è cresciuta tra l’Italia e la Libia e ha portato a termine la sua formazione presso la Goldsmiths University con un Master in Sociology and Urban Cultures. Nella sua pratica l’artista utilizza diversi media dal disegno, alla pittura, al film-documentario. Parte integrante del suo lavoro sono anche workshop partecipativi (da cui il suo interesse per le pratiche di pedagogia radicale) all’interno dei quali gruppi di persone guidate dall’artista stessa sono invitate ad agire e riflettere su tematiche specifiche. L’attività collettiva è una componente fondamentale nell’ambito della sua ricerca, che è spesso focalizzata su questioni sociali in contesti politici precisi.